
Ogni volta senza parole. Venezia ti lascia a bocca aperta, con la lingua secca che poi si riempie di umidità, nebbia e salsedine.
Oltre 1600 anni di storia, già compiuti. In bilico sull’acqua, in balia delle maree, ma resiste, sempre più bella, come quelle cose vecchie, antiche, preziose. Fatte per durare. Nate per non morire mai.
Mi bevo un’ombreta. Ancora una. E poi a dormire. Me l’ha detto pure l’oste poco fa, servendomi l’ultimo bicchiere: Quando tuti te dise imbriago, va in leto. Qui non mi parla nessuno, ma ancora una. Poi in leto.
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