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“Com’è andata a scuola oggi? Cosa avete fatto di bello?”

“La maestra ci ha fatto colorare. Ci ha chiesto di disegnare la nostra casa”

“E tu che hai disegnato di bello?”

Alla fermata del tram nella via trafficata, alle tre del pomeriggio, il bimbo per mano. Scendevano dal mezzo, con prudenza, attenti a non cadere. Alzando gli occhi, eccoci a casa. Stavano lassù, al quinto piano, della scala D. Un appartamento dignitoso, nel quartiere lussuoso, quello nuovo. Un tempo inutile campagna, dei campi fangosi che si riempivano di mais. Ora viabilità efficiente, il tram, sei corsie , semafori e lampioni a led. E telecamere. Tante telecamere, per la nostra sicurezza.

“Ho colorato la casa di azzurro, con il tetto rosso, il prato davanti. Ho fatto il camino con il fumo che esce. E davanti il prato, talmente grande che ho finito il colore verde. E ci ho messo il cane, l’altalena e dei fiori per te.”

“Oh, che bel disegno. Ma quella non assomiglia alla nostra casa. Sembra la casa delle favole.”

Camminava veloce, il verde lampeggiante, tarato per attraversare di corsa. La siepe malata ed il cancello condominiale, un varco nel verde morente. Un piazzale di auto, grigio asfalto antistante i palazzi. Quartiere nuovo, molto vip. Caro, sicuro e ben servito. E tanto grigio. Di ogni gradazione.

L’atrio marmoreo, le grandi vetrate ed il doppio ascensore. Quindici piani al tetto, veloce e sicuro. Mica puoi salirci dai gradini, a casa. con figli, borse e passeggini. Quattro, cinque, sei e quindi sette. Dlin. La porta automatica e l’odore di soffritto. Quella stronza di sotto, sempre a cucinare. Senti che odore, una puzza costante. Eccoci a casa, la porta blindata, cinque mandate.

Martino corre in camera. Lei si affaccia al balcone. Colore pantone il grigio, mille sfumature e gradazioni. “Ecco il disegno, mamma. La maestra Linda ci ha detto che potevamo appenderlo a casa”

“Certo Martino. Ma che bello, che bei colori. Che splendido disegno. Che ne dici se lo mettiamo qui sul frigo?”

“Si, così lo possiamo vedere sempre. Invece che guardare fuori, preferiamo il disegno. E’ bella la nostra casa nel verde, vero mamma?”

“Certo Martino. Certo. E’ davvero molto bella. La più bella.”


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